Come si riconosce un’azienda in cui si lavora davvero bene? Per scoprirlo, il punto di vista più prezioso è quello delle persone che la vivono ogni giorno, non basta sia il datore di lavoro a dirlo.
È da questo principio che nasce Great Place to Work, la certificazione internazionale che, attraverso un questionario riservato rivolto a tutte le collaboratrici e i collaboratori, misura fiducia, orgoglio e spirito di squadra all’interno delle organizzazioni.
Nel 2026 De Nora ha partecipato per il secondo anno coinvolgendo tutte le sedi nel mondo: 6 paesi hanno riconfermato la certificazione e, in Italia, l’azienda è entrata nella classifica Best Workplaces™ for Blue Collar. Al di là dei riconoscimenti ottenuti, però, c’è un aspetto ancora più significativo: ciò che nasce dall’ascolto e prende forma dopo la survey.
Scopriamo di più nell’articolo.
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1. Cos’è la certificazione Great Place to Work
Da oltre trent’anni, Great Place To Work studia ciò che rende un’organizzazione un buon posto in cui lavorare. Il suo modello è utilizzato da oltre 22.000 organizzazioni in più di 180 paesi e, nel tempo, ha coinvolto complessivamente più di 20 milioni di persone.
Al centro della certificazione c’è il Trust Index™, un questionario anonimo e riservato che ciascuna persona compila in autonomia. L’indice comprende 60 affermazioni e 2 domande aperte e misura 5 dimensioni: credibilità, rispetto ed equità, legate al comportamento di chi guida l’azienda, e orgoglio e senso di appartenenza, che raccontano l’esperienza quotidiana con i colleghi e con l’organizzazione.
Un elemento distingue in modo particolare questo percorso: la certificazione non può essere acquistata né semplicemente richiesta. Si ottiene soltanto quando le risposte delle persone superano la soglia definita da Great Place To Work per ciascun paese. Proprio per questo dura dodici mesi e, ogni anno, deve essere confermata di nuovo.
2. Il percorso di De Nora come Great Place to Work e l’edizione 2026
Il percorso di De Nora con Great Place to Work è iniziato in Italia nel 2023, due edizioni prima rispetto agli altri paesi. Dal 2025 la survey è diventata globale arrivando a coinvolgere tutte le sedi del Gruppo. Nel settembre 2026, la seconda edizione mondiale si è svolta in dieci paesi, dal Brasile al Giappone.
Il risultato del 2026 conferma quello dell’anno precedente. Sei paesi hanno ottenuto di nuovo la certificazione Great Place to Work:
- Italia, che partecipa dal 2023;
- Stati Uniti;
- Cina;
- India;
- Singapore;
- Emirati Arabi Uniti.
Ogni paese ha una propria soglia, stabilita da Great Place To Work in base al contesto locale. Raggiungerla una prima volta è un risultato importante; riuscire a confermarla per due anni consecutivi, in sei paesi diversi, suggerisce la presenza di valori e aspetti della cultura aziendale condivisi in realtà anche molto lontane tra loro.
La certificazione non è l’unico riconoscimento ottenuto. Great Place To Work Italia pubblica annualmente anche le classifiche Best Workplaces™, dedicate alle aziende che si distinguono maggiormente. Nel 2026 De Nora è stata inclusa nella classifica Best Workplaces™ for Blue Collar, riservata alle organizzazioni che offrono un’esperienza di lavoro di qualità nei ruoli operativi.
Per De Nora si tratta di un riconoscimento particolarmente significativo. Le persone che lavorano in produzione rappresentano una componente trainante del Gruppo e contribuiscono ogni giorno, con le loro competenze e la loro esperienza, all’attività dell’azienda. Essere riconosciuti come un valido luogo di lavoro anche per loro è quindi motivo di grande orgoglio.
3. Dati dalla survey 2026: cosa ci rende Great Place to Work
C’è un dato che, per noi di De Nora, ha un valore paragonabile a quello della certificazione: il livello di partecipazione. Nel 2026 ha risposto al questionario il 90% delle persone invitate in tutto il mondo, rispetto all’88% del 2025. In sei paesi su dieci, la partecipazione ha superato il 90%.
I risultati raccolti restituiscono quindi una prospettiva molto ampia, capace di rappresentare la voce di quasi tutte le persone che lavorano in De Nora. È proprio questa partecipazione a rendere la survey uno strumento utile non soltanto per osservare l’esperienza aziendale, ma anche per orientare i successivi piani d’azione.
Il questionario restituisce un quadro dettagliato, paese per paese e funzione per funzione. Alcuni temi, tuttavia, emergono con chiarezza in tutto il Gruppo e si confermano nel tempo.
Tra i punti di forza più solidi ci sono il rispetto e il trattamento equo delle persone: quasi nove persone su dieci affermano di essere trattate in modo equo a prescindere da etnia e orientamento sessuale, e più di otto su dieci a prescindere dal genere. Allo stesso livello si colloca la sicurezza fisica del posto di lavoro, un tema che per noi è una responsabilità condivisa da tutti.
Si confermano solidi anche gli aspetti legati alla fiducia e all’autonomia. Le persone raccontano di avere molta responsabilità, di poter prendere ferie e permessi quando ne hanno bisogno e di essere incoraggiate a bilanciare lavoro e vita privata, in linea con l’approccio del work-life blend. Chi entra in azienda, infine, racconta di sentirsi accolto fin dal primo giorno.
Un altro dato significativo: quasi otto persone su dieci dichiarano di avere fiducia nel top management e circa tre su quattro affermano di avere opportunità concrete di innovare nel proprio lavoro. Indicazioni che assumono un valore particolare all’interno di una realtà industriale e che raccontano un ambiente nel quale autonomia, fiducia e possibilità di portare nuove idee possono trovare spazio.
4. Non solo una survey: quando l’ascolto diventa azione
Una certificazione rende visibile un risultato. L’ascolto, però, esprime pienamente il proprio valore quando aiuta a comprendere dove intervenire e si traduce in azioni concrete.
Per De Nora, Great Place to Work non è quindi soltanto una survey ma un momento di ascolto strutturato. E non è l’unico. Al suo fianco c’è WeDN, la survey interna sul clima aziendale. I due strumenti si completano: uno osserva l’azienda attraverso uno standard internazionale, l’altro approfondisce i temi più vicini alla nostra realtà.
Il processo è semplice e concreto. Dopo ogni survey, interna o Great Place to Work, prendono forma degli action plan: piani costruiti a partire dai risultati, definiti ogni sei mesi e monitorati nella loro realizzazione. Perché l’ascolto non resti sulla carta.
Prende forma così un ciclo continuo: ascolto, azione e nuovo ascolto. È anche uno dei modi attraverso cui si esprime la leadership partecipativa in De Nora. A rendere questo percorso ancora più concreto contribuisce un elemento preciso: ogni anno, il questionario Great Place to Work chiede alle persone se, dopo le survey precedenti, siano stati realizzati piani di miglioramento. È un passaggio che ricorda quanto ascoltare significhi anche assumersi la responsabilità di dare seguito a ciò che viene condiviso.
Per De Nora, quindi, la certificazione Great Place to Work è un punto di partenza.
Sei paesi hanno riconfermato il risultato, l’Italia è entrata in una classifica dedicata alla qualità dell’esperienza professionale nei ruoli operativi e nove persone su dieci hanno scelto di far sentire la propria voce.
A unire questi risultati è un metodo: ascoltare le persone, leggere con attenzione ciò che emerge e trasformare le risposte in azioni. Perché un ottimo posto di lavoro non si definisce una volta per tutte. Si costruisce giorno dopo giorno, insieme.